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PACKAGING: COSMETICA E FARMACEUTICA PASSANO COL VERDE

PACKAGING: COSMETICA E FARMACEUTICA PASSANO COL VERDE

L’industria italiana del confezionamento ha ritrovato nel 2024 il suo tradizionale slancio dopo un 2023 in chiaroscuro. È quanto riportato perlomeno da Italia Imballaggio che calcolava per lo scorso anno un incremento dell’1,6% dei volumi verso un totale di oltre 17 milioni di tonnellate. La crescita è trasversale a più settori e materiali e a iniziare da questi ultimi l’attesa realistica era per un aumento d’uso della carta (+3%) come della plastica e dell’alluminio coi loro rispettivi +3,5 e +4%.

L’accelerazione delle macchine

Mentre le previsioni sulla performance dei costruttori di macchine erano improntate per il 2025 a una comprensibile prudenza, le precedenti rilevazioni permettevano di osservare come il fatturato complessivo avesse superato il picco dei 10 miliardi di euro grazie al traino (79,4%) dell’export. Per quel che riguarda i settori di destinazione era stata rilevata una flessione da circa quattro punti per la cosmetica, cui faceva da contraltare però l’impennata del farmaceutico a quota 1,7 miliardi. D’altra parte, formatrici, riempitrici, chiuditrici e termo-formatrici che nei comparti citati sono tipicamente molto richieste sono state in assoluto le autentiche best-seller. Hanno generato un volume d’affari a 2,24 miliardi dovuto per più dell’80% alle esportazioni, guadagnando cioè 10,2 punti percentuali.

Le regole della sostenibilità

Analogamente ad altre specialità del made in Italy anche cosmesi e pharma si trovano a gestire le sfide della riduzione degli impatti ambientali. Dall’esito della partita dipende in parte anche l’avvenire di un business che per il packaging della bellezza è valso 58,8 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe registrare un 5,7% in più di vendite nel prossimo decennio. In ossequio alle normative – per esempio il Regolamento Ue 2025/40 sui rifiuti e il ciclo di vita degli imballaggi – associazioni e fornitori di tecnologie e servizi si attrezzano. Da un paio d’anni Cosmetica Italia ha in essere una partnership con Aliplast (Gruppo Hera) che ha fra i suoi scopi il supporto alle imprese lungo le varie fasi di una progettazione e una produzione di confezioni a tutti gli effetti sostenibile by design.

«Il settore farmaceutico sul fronte del packaging green si è dimostrato decisamente più evoluto rispetto ad altri, così come quello della cosmesi e del food», commenta Davide Fusari, Country manager per l’Italia  di R+W. «Comparti dove si parla di confezioni monouso e a ridotto impatto ambientale ormai da diversi anni. La sfida attuale è conciliare l’esigenza di materiali sostenibili e riciclabili con i rigorosi requisiti di sicurezza e protezione dei medicinali e di prodotti cosmetici». 

Medicine per l’ambiente

Passando più direttamente al mondo del farmaco, già in tempi non sospetti Notiziario Chimico Farmaceutico pronosticava per gli specialisti delle confezioni ed etichette europei l’approdo a 35,78 miliardi di dollari di fatturato entro il 2028. I driver dello sviluppo sono stati identificati nella fattispecie con gli elevati indici di spesa in R&D in risposta alle tendenze demografiche e i progressi delle tecnologie di stampa, nel caso del labeling; la maggior richiesta di medicinali su prescrizione. Il packaging primario ha giocato sinora il ruolo di locomotiva del business; l’idea è che nel segno della riciclabilità possa consolidarsi il posizionamento degli imballaggi in plastica. Per i costruttori di tecnologie le opportunità sono tuttavia molteplici: l’industria va verso la personalizzazione delle confezioni per favorire la somministrazione dei prodotti a seconda delle esigenze di ogni paziente. L’integrazione di sistemi di tracciabilità – tag Rfid e blockchain in primo luogo – è un orizzonte altrettanto attrattivo e il concetto di smart packaging schiude ulteriori prospettive d’interesse. L’idea è equipaggiare le confezioni con codici QR o Near-field (NFC) per dare agli operatori informazioni non soltanto sulle prerogative del singolo farmaco bensì pure sul suo stato di conservazione.

Sfide per vincere le quali il ruolo dei macchinari di ultima generazione è fondamentale così come quello dei componenti. «Nei macchinari destinati al confezionamento di medicinali e di prodotti cosmetici i nostri giunti a soffietto della serie Bk in tutte le loro versioni, stanno dando ottime prestazioni», precisa Fusari. «Si tratta di prodotti in grado di assecondare le alte dinamiche di movimentazione tipiche di questi impianti destinati a produrre volumi elevatissimi di confezioni. Proprio per questo devono essere in grado di muoversi a velocità e dinamiche elevate».
Destinati a impianti per il confezionamento di farmaci e cosmesi sono anche i giunti R+W con allunga di precisione per la composizione di robotica cartesiana, «utilizzati soprattutto nei sistemi pick and place, robot industriali specializzati nel prelevare un oggetto da una posizione e depositarlo in un’altra, compiendo un ciclo ripetitivo di raccolta e posizionamento con alta velocità e precisione», aggiunge il manager. Non a caso le aziende del settore per il confezionamento dei loro prodotti richiedono macchinari ad altissima precisione, leggeri, con una elevata dinamica ed esteticamente belli, anche se non destinate a operare in ambiente sterile. 

Nadia Anzani e Roberto Carminati
Nadia Anzani e Roberto Carminati

Articolo a cura dei giornalisti professionisti Nadia Anzani e Roberto Carminati

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Nadia Anzani e Roberto Carminati

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