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Dopo un 2018 da urlo il mercato mondiale delle tecnologie per la lavorazione dei polimeri ha avuto, nella prima parte di quest’anno, un andamento in chiaroscuro. Per i produttori di beni strumentali e il loro indotto le prospettive future restano incoraggianti grazie alla spinta dell’economia circolare.

È giunto dal Nord America il primo grido di allarme circa la performance del mercato dei macchinari per la lavorazione della plastica e quindi dei sistemi per l’estrusione nel corso del 2019 . Secondo la sigla di rappresentanza dell’industria – inequivocabilmente ribattezzata Plastics – e stando alle fonti della stampa specializzata italiana, sono scese del 26,3% le vendite di presse a iniezione. Contestualmente si sono posizionati in territorio negativo, con una flessione rispettiva del 24,8% e del 46,2%, su base trimestrale, gli estrusori mono e bi-vite. 
Il confronto con i 90 giorni di apertura del 2018 ha fatto emergere inoltre un calo complessivo del 19,8 e dell’8,3% nelle consegne delle due tipologie di estrusori citate. 
Opinione del Centro studi dell’associazione statunitense è che il rallentamento dell’industria mondiale unito alle tensioni geopolitiche e sui prezzi abbia contribuito largamente al verificarsi di una congiuntura tanto sfavorevole.
L’aspettativa espressa in merito dal 60% dei costruttori di impianti e macchine ascoltati da Plastics è che la seconda metà di questo stesso anno possa portare con sé una significativa sterzata, con la ripresa della domanda.

In Italia domanda stabile

Qualcosa di simile lo si è potuto osservare anche da questa parte dell’Atlantico e segnatamente in Italia dove a seguito della sbornia di Industria 4.0 le acque si son fatte parecchio più calme. I produttori riuniti sotto l’egida di Amaplast (aderente a Federmacchine), hanno beneficiato nel 2018 di una parte dello slancio del quale ha goduto l’intero raggruppamento. Il business è cresciuto del 6% su base annua sfiorando i 50 miliardi di euro di valore e all’estrusione è senz’altro riconducibile una fetta importante della torta. 
Al contrario, per il 2019 è stata pronosticata una sostanziale stabilità, che riflette a sua volta il clima di incertezza della politica e dell’economia nel mondo oltre che nel nostro stesso Paese. 

Obiettivo flessibilità e velocità

Per far fronte a questo quadro decisamente fluido i costruttori di macchine per la lavorazione delle materie plastiche (estrusori) hanno dovuto cambiare la loro produzione. «Negli ultimi anni, infatti, hanno avuto la necessità di rendere le loro macchine sempre più flessibili, in grado di cambiare stampo e settaggio, nel più breve tempo possibile», fa notare Davide Fusari, Country Manager R+W Italia. E di conseguenza anche i produttori di dispositivi si sono adeguati. «Noi per esempio abbiamo sviluppato nuove soluzioni di montaggio veloce e semplificato per i nostri giunti e limitatori di coppia, specifici per l’utilizzo su estrusori per materie plastiche», continua Fusari. «Nuovi prodotti come i giunti STE che hanno un limitatore di coppia modulare integrato e quindi particolarmente indicato per essere utilizzato da estrusori per materie plastiche. In più le soluzioni di fissaggio sugli alberi che usiamo su questo prodotto lo rendono facile e veloce da montare e smontare, operazioni che possono essere fatte senza muovere gli organi che collegano». Prodotti che hanno consentito a R+W Italia di assecondare le richieste della clientela e realizzare diverse nuove applicazioni di successo «senza perdere di vista le caratteristiche di precisione che da sempre ci caratterizzano», conclude Fusari.

L’economia circolare può spingere il mercato

Le prospettive future per il mercato dell’estrusione restano più che buone. Anzi, secondo numerosi esperti può tornare a correre spinto dall’economia circolare. Quest’ultima, infatti, viene considerata un processo che ben si sposa con le bioplastiche la cui produzione nella sola Europa potrebbe aumentare del 19% a 2,44 milioni di tonnellate; e del 30% su scala mondiale. Allo stesso tempo dalla deformazione plastica per estrusione possono derivarsi i granuli in PVC che sono suscettibili di trasformarsi in materia prima ideale e pulita per la costruzione di una vasta varietà di articoli, tubi e guaine inclusi, valorizzando le attività di riciclo.

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