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La pandemia da Covid-19 si è fatta sentire anche su questo comparto, ma la ripresa sembra essere ormai alle porte. A trainarla sono i settori automotive, alimentare e delle bevande. I produttori di macchinari abbracciano oggi le nuove tecnologie, per tenere il passo con le esigenze della clientela.

Impossibile parlare del mercato dell’alluminio senza fare riferimento alla pandemia da Covid-19 e al suo impatto anche su questo settore che nel 2020 ha visto il fatturato complessivo made in Italy registrare un calo del 10%, scendendo a 9,2 miliardi di euro a causa delle minor quantità prodotte e dall’aumento dei prezzi dei metalli.

Nella ripartizione del fatturato prevale il comparto dei getti che vale circa il 33% del fatturato, seguito dagli estrusi con il 20%, da placche e billette con il 15% e dai laminati al 14%. A seguire, il comparto dei raffinatori con l’11%, del foglio sottile con il 6% e dei trafilati con l’1%.

In particolare la produzione nazionale di laminati ha registrato una variazione negativa del 4,3% rispetto ai valori del 2019 (dovuta per lo più alle difficoltà attraversate dal settore dei trasporti), con circa 583 mila tonnellate prodotte.

Le importazioni sono diminuite del 12% (289 mila tonnellate) e le esportazioni del 13% (306 mila tonnellate), portando il consumo apparente a un calo del 3% circa.

La ripresa dietro l’angolo

I dati sulla produzione nazionale relativa al primo trimestre del 2021 mostrano però una situazione stabile o leggermente in crescita rispetto all’analogo periodo del 2020, mentre gli indici degli ordini indicano dei forti aumenti sia sul mercato nazionale (+37,5% su base annua nel primo trimestre dell’anno in corso) che sul mercato estero (+14,2%).

«Nel corso degli ultimi anni si è potuta riscontrare una crescita sostanziale dei consumi interni di laminati, imputabile all’automotive», ha commentato il direttore di Assomet Orazio Zoccolan, «e si può dire che stiamo risalendo la china».

Tuttavia, la strada rimane ancora tutta in salita.

Del resto l’alluminio è stato eletto materiale del futuro dal settore dell’automotive per la sua leggerezza che porta a innumerevoli vantaggi e le case automobilistiche ci stanno puntando in maniera convinta, tanto che nei prossimi 5 anni, secondo le previsioni, per realizzare un’auto ce ne vorranno in media 20 chilogrammi in più.

In Italia, già oggi, oltre il 40% di tutto l’alluminio impiegato (1,85 milioni di tonnellate nel 2020), è destinato al settore delle quattro ruote.

Ma sta crescendo anche la quota utilizzata nel comparto del packaging soprattutto nell’industria alimentare e in quella del beverage, grazie alle sue tipiche proprietà di conservazione.

Riciclate, gente, riciclate

Inoltre, l’alluminio può dirsi del tutto al passo coi tempi in virtù delle sue caratteristiche di sostenibilità e riusabilità, che il nostro Paese apprezza e valorizza appieno.

Ripreso dal portale Ansa.it, Stefano Stellini – responsabile delle comunicazioni e relazioni esterne del consorzio Cial che riunisce i player della filiera – ha infatti ricordato che il tasso di riciclo del materiale è arrivato in Italia al 70%.

E questo significa che gli obiettivi europei del 50% nel 2025 e del 60% nel 2030 sono già stati oltrepassati.

«L’industria italiana del riciclo dell’alluminio si muove a ritmi da record», secondo Stellini, confortato dai numeri.

Sono 47 mila e 400 – il 68,7% delle quasi 70 mila tonnellate immesse sul mercato – le tonnellate di imballaggi in alluminio riciclate nel 2020.

4.500 tonnellate di imballi sottili sono state indirizzate alla termovalorizzazione e nel complesso questo ha permesso il taglio di 355mila tonnellate di CO2 e un risparmio di oltre 153 mila tonnellate equivalenti di petrolio.

Macchinari di produzione sempre più 4.0

Un settore dunque in evoluzione quello dei laminati in alluminio che richiede macchinari di produzione evoluti, veloci e precisi.

Giunto Lamellare - gamma LP di R+W

Giunto Lamellare – gamma LP di R+W

Per rispondere alle esigenze di qualità, prestazioni e tempistiche della clientela, la maggior parte delle aziende italiane impegnate nell’ambito della laminazione hanno da tempo imboccato la strada dell’Industria 4.0 mettendo a punto macchinari intelligenti, di tecnologia avanzata realizzati con componenti di ultima generazione come possono essere i giunti di R+W Italia.

«Per questo comparto la nostra gamma di giunti pesanti è più che adeguata», interviene Davide Fusari, country manager di R+W. «Mi riferisco in particolare alla nostra serie LP e ai nostri limitatori di coppia della serie ST».

Limitatore di coppia - gamma ST di R+W

Limitatore di coppia – gamma ST di R+W

I primi sono dei giunti interamente metallici senza gioco angolare con una gamma in grado di trasmettere coppie fino a 100 mila newton metro.

«Questo significa che sono in grado di coprire le necessità anche di impianti molto grossi e importanti con potenze enormi», precisa Fusari e aggiunge: «Inoltre sono prodotti caratterizzati da una spiccata robustezza, qualità particolarmente apprezzata da aziende con impianti che lavorano 24 ore su 24 e in condizioni gravose».

Un discorso a parte va poi fatto per i limitatori di coppia della serie ST: «Capaci di disaccoppiare la parte motrice da quella condotta in caso di sovraccarico, mettendo così in sicurezza l’impianto ed evitando lunghi e costosi fermi macchina», commenta Fusari.

Peculiarità tutt’altro che trascurabile, così come la loro semplicità e velocità di riaggancio. «Particolarità che li distingue nettamente dalla concorrenza», chiosa Fusari.

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